Perché è popolare la dieta macrobiotica

La dieta macrobiotica non è un regime alimentare, ma un vero e proprio stile di vita. Nata in Giappone, combina concetti di spiritualità e Buddismo Zen con una dieta prevalentemente vegetariana. Si basa principalmente sul consumo di cereali integrali 50%, verdure di stagione 25%, proteine 10%, frutta 5%, minestre 5% e pesce 5%. La dieta macrobiotica, inoltre, disciplina il modo in cui il cibo deve essere preparato. Non è permesso l’utilizzo del microonde, il riso deve essere cotto in una pentola a pressione e gli altri alimenti devono essere bolliti, cucinati al forno o al vapore. E’ anche molto importante masticare lentamente in un ambiente rilassato e privo di stress. Gli alimenti non concessi, invece, sono: lo zucchero, le spezie, l’alcol, le uova, la carne rossa, il caffè, le patate, il pollo ed il formaggio. Questa dieta si concentra sul tradizionale equilibrio orientale degli alimenti Yin e Yang. Per raggiungere questo equilibrio, gli alimenti sono abbinati in base alle loro caratteristiche: se sono acidi, salati, dolci o amari. I cibi non consentiti presentano delle caratteristiche che non permettono alle persone di seguire una dieta bilanciata. I vantaggi di una dieta macrobiotica sono: il consumo di alimenti naturali e non soggetti a trasformazione, l’assunzione di carboidrati complessi e verdure che rendono più duraturo il senso di sazietà ed il bassissimo contenuto di grassi saturi. Esistono, però, alcuni aspetti negativi: la varietà di alimenti è limitata, deve essere seguita sempre con grande attenzione, non aiuta chi presenta carenze nutrizionali, come mancanza di ferro e di calcio, ed alcuni tipi di frutta e verdura, come pomodori, melanzane e peperoni, dovrebbero essere consumati con più moderazione. C’è, comunque, la possibilità di ricorrere ad integratori di vitamine e minerali. Spesso la dieta macrobiotica viene consigliata dai medici ai loro pazienti oncologici come terapia complementare.