Nuove molecole per visualizzare il cancro alla prostata

imaging molecolareDue nuove piccole molecole radiomarcate destinate all’antigene della membrana specifica della prostata (PSMA) sembrano avere un grosso potenziale per aiutare la ricerca a sviluppare nuovi radiofarmaci diagnostici e terapeutici. Gli agenti di imaging 123I-MIP-1072 e 123I-MIP-1095 hanno dimostrato di avere un’elevata sensibilità nel rilevare le lesioni alle ossa, ai tessuti molli ed alla prostata senza interessare i tessuti sani circostanti. Una diagnosi accurata e una corretta stadiazione del cancro alla prostata sono fondamentali per stabilire come gestire adeguatamente il paziente. I pazienti con malattia localizzata possono trarre beneficio da un trattamento curativo, mentre quelli con metastasi ossee sono in genere trattati con la terapia sistemica. Le tecniche di imaging attuali hanno dei limiti nella diagnosi e nella stadiazione del cancro della prostata. Queste nuove molecole, invece, sono in grado di valutare la malattia con maggiore precisione. Questa scoperta potrebbe facilitare la scelta del trattamento e migliorare i risultati ottenuti con i pazienti. I ricercatori hanno condotto due studi separati: nel primo le due molecole sono state somministrate in 7 pazienti con cancro alla prostata; nel secondo solo 123I-MIP-1072 è stato somministrato in 6 pazienti sani. Attraverso una tomografia computerizzata, sono stati analizzati i partecipanti di entrambi i gruppi. Sia 123I-MIP-1072 che 123I-MIP-1095 sono stati visualizzati nelle lesioni dei tessuti molli, delle ossa e della prostata già 1-4 ore dopo l’iniezione. Nel caso di 123I-MIP-1072, le radiazioni sono state assorbite in modo particolare dalla vescica, dalle ghiandole salivari e dai reni, mentre le dosi di 123I-MIP-1095 sono state assorbite prevalentemente dalle ghiandole salivari, dai reni e dalla tiroide. Entrambi gli agenti di imaging sono stati ben tollerati dai partecipanti. I dati suggeriscono che PSMA è un bersaglio ideale per l’imaging molecolare del cancro alla prostata e che le piccole molecole radiomarcate, che si legano molto bene a PSMA, sono in grado di localizzare il cancro alla prostata in qualsiasi parte del corpo esso si sia diffuso. Questa scoperta potrebbe rappresentare un significativo passo avanti nella ricerca finalizzata alla valutazione del cancro.