Linfonodo sentinella, meglio la biopsia o l’ecografia

Linfonodo sentinella

Linfonodo sentinella, meglio ricorrere alla biopsia o all’ecografia?

La biopsia del linfonodo sentinella è un piccolo intervento chirurgico che serve a stabilire lo stadio del carcinoma e che permette di verificare velocemente se i linfonodi sono stati aggrediti e se è o meno il caso di rimuoverli. Vengono chiamati linfonodi sentinella i linfonodi più prossimi al tumore e che, quindi, hanno una maggiore probabilità di essere invasi dalle cellule maligne. La biopsia ha un rischio di complicanze del 10%.
Lecografia, invece, è un esame semplice, che si effettua in pochi minuti e che può essere ripetuto frequentemente senza nessun problema.
Secondo alcuni ricercatori, spesso è preferibile ricorrere all’ecografia e non alla biopsia del linfonodo sentinella per diagnosticare un melanoma. Questo perché in circa il 25-50% dei pazienti i depositi di melanoma possono essere identificati con l’ecografia rendendo inutile la biopsia del linfonodo sentinella. Pertanto, tutti i pazienti devono sempre avere un primo esame ecografico dei linfonodi.
Diversi studi hanno dimostrato che alcuni piccoli depositi di melanoma nel linfonodo sentinella sono in realtà “falsi positivi” in quanto dormienti o temporanei e non destinati a progredire ed a diventare pericolosi per il paziente.
Spesso, però, i pazienti il cui linfonodo sentinella dà come risultato un “falso positivo” , vengono inutilmente sottoposti ad una linfoadenectomia (intervento chirurgico con cui vengono eliminate le stazioni linfonodali poste nell’area di drenaggio di una neoplasia e più a rischio di metastasi). Ciò si può evitare effettuando preventivamente un controllo ecografico.