Il Botox per trattare il cancro alla prostata

Il botoxSecondo alcuni ricercatori, il Botox potrebbe risultare utile nel trattamento del cancro alla prostata. Questa sostanza, comunemente utilizzata per ridurre le rughe del viso, si è dimostrata efficace anche nel combattere questo tipo di tumore. Nel corso di una sperimentazione clinica condotta presso la Texas University, è stato iniettato il Botox in metà prostata di 15 pazienti con tumore localizzato. Nell’altra metà, invece, è stata iniettata solo una soluzione fisiologica. Questi uomini dovranno tutti essere successivamente sottoposti ad una prostatectomia radicale, intervento che permetterà poi ai medici di confrontare tra loro le varie cellule tumorali. Attualmente, i pazienti con tumore alla prostata localizzato vengono trattati con terapia ormonale, radioterapia o intervento chirurgico, trattamenti che possono comportare spiacevoli effetti collaterali, tra cui incontinenza, disfunzione erettile ed impotenza. I primi risultati ottenuti da tre dei 15 pazienti hanno mostrato che il Botox è in grado di avvizzire in modo significativo il tessuto malato. Alcuni ricercatori pensano che il Botox potrebbe avere effetti simili anche su altri tipi di tumori solidi. Questa sostanza è risultata anche efficace nel trattamento dell’ingrossamento della prostata, noto anche come “iperplasia prostatica benigna” (BPH). In una ricerca condotta presso l’Università di Pittsburgh, degli studiosi hanno scoperto che il 75% degli uomini che hanno ricevuto un’iniezione di Botox ha riscontrato un’attenuazione dei sintomi. Addirittura, pare che una singola iniezione di Botox possa risultare efficace per un anno intero. Ciò è possibile in quanto il Botox provoca un rilassamento dei nervi e dei muscoli della prostata, con conseguente riduzione della pressione sull’uretra e facilitazione della minzione. Secondo la Harvard University, anche il dolore pelvico delle donne può essere trattato con questa sostanza. Uno studio ha coinvolto 31 donne con sindrome del dolore miofasciale, una condizione che colpisce i muscoli del pavimento pelvico. I principali sintomi di questa malattia sono: dolore, pesantezza e/o bruciore alle cosce, ai glutei o all’addome inferiore, vescica iperattiva e costipazione. Lo studio ha scoperto che il 79,3% di queste donne ha notato una riduzione del dolore dopo una sola iniezione. Più della metà, inoltre, ha deciso di ricevere un’altra iniezione quattro mesi dopo. La teoria è che il Botox riduca la pressione dolorosa esercitata sul muscolo del pavimento pelvico. Poiché, però, il tumore alla prostata è una condizione più delicata e complessa, è ancora necessario effettuare nuovi studi al fine di comprendere meglio il funzionamento del Botox e confermarne l’efficacia senza rischi per il paziente.

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