I grassi saturi del latte possono aumentare il rischio di disturbi intestinali

I grassi saturi del latte, che si trovano negli alimenti trasformati e nei dolci, possono aumentare il rischio di sviluppare disordini immunitari, come la malattia infiammatoria intestinale, in coloro che sono geneticamente predisposti. Questo studio è stato condotto sui topi. Il 60% dei topi nutriti in base ad una dieta ad alto contenuto di grassi saturi del latte ha sviluppato la colite ulcerosa entro sei mesi dall’inizio dello studio, mentre solo il 25-30% dei topi nutriti in base ad una dieta povera di grassi ha presentato lo stesso problema. Inoltre il primo gruppo di topi ha sviluppato una forma più grave della malattia.

Le malattie autoimmuni come le malattie infiammatorie intestinali, che comprendono la colite ed il morbo di Crohn, sono ormai molto diffuse. I risultati ottenuti dimostrano che i fattori ambientali, compresa l’alimentazione, possono contribuire alla crescita di disturbi del sistema immunitario (altro esempio è l’asma). Questi disordini immunitari sono tutti collegati tra loro in quanto sono una combinazione tra la predisposizione genetica e l’evoluzione dell’ambiente.

Spesso l’ambiente altera i microrganismi che vivono intorno a noi e, di conseguenza, altera anche il rapporto che il nostro corpo ha con i suoi microrganismi. Di solito queste alterazioni raggiungono un equilibrio, ma a volte le persone vengono interessate da una mutazione genetica o da un fattore che può causare in loro una reazione anomala. I ricercatori hanno scoperto che i topi alimentati con una dieta ricca di grassi del latte hanno sviluppato diversi batteri, chiamati Bilophila wadsworthia, nel loro intestino.

Poiché I grassi del latte sono difficili da digerire, il fegato dei topi ha prodotto una forma di bile ad alto contenuto di zolfo per aiutare la digestione. I suddetti batteri, che vivono di zolfo, una volta raggiunto il colon aumentano di numero ed attivano il sistema immunitario dei soggetti geneticamente predisposti a malattie intestinali.

Questa teoria, comunque, necessita di ulteriori studi che possano confermarla e permettere di individuare una dieta in grado di prevenire malattie autoimmuni nelle persone che presentano una certa predisposizione genetica.