Freddo e aghi per i tumori ai reni e prostata

L’ospedale San Bassiano è il centro all’avanguardia per la crioterapia dei tumori ai reni e alla prostata. Una tecnica che consiste nel congelamento della massa tumorale con un raffreddamento eseguito due volte nel giro di 40 minuti, che causa la morte delle cellule cancerogene. Tutto merito – si legge sul Corriere – di una macchina chiamata ‘Precise’. Perché se è vero che già metà delle operazioni di crioterapia eseguite in Veneto avvengono a Bassano, da lunedì nella città del Grappa si è inaugurata una nuova tecnica, quella «percutanea»: piccoli aghi infilati nella pelle, con un’invasività pari quasi a zero. Così anche i pazienti più fragili, come i cardiopatici e quanti non possono affrontare l’asportazione «invasiva» del tumore, possono avere una speranza in più di liberarsi della massa tumorale. Con dimissioni in tempi record. «Lunedì 19 settembre abbiamo operato due pazienti, i primi con tecnica percutanea, malati di tumore renale – spiega il dottor Antonio Celia, direttore di Urologia al San Bassiano – Mercoledì mattina erano già stati dimessi, senza ripercussioni. La percutanea non necessita di anestesia totale, si opera in anestesia locale.Già da tre anni operiamo tra 30 e 40 pazienti all’anno con la crioterapia, ora però disponiamo di tutte e tre le modalità disponibili: la chirurgica tradizionale, ovvero operando con il rene in mano, la laparoscopica, cioè con l’aiuto di un robot, e la percutanea, tramite aghi». Aghi di pochi millimetri di diametro che vengono inseriti in piccoli fori nella pelle: uno ospita una microscopica videocamera che permette di seguire a distanza l’operazione. Gli altri iniettano un gas, l’argon, che congela gradualmente la massa tumorale.L’operazione di congelamento e scongelamento si ripete due volte, 40 minuti in tutto: le cellule cancerogene sono portate alla necrosi, e cicratizzate autonomamente dall’organismo, senza bisogno di suture. “Si forma una “iceball”, una palla di ghiaccio che è controllabile con precisione dal radiologo – spiega il direttore generale della Usl 3 Valerio Alberti – Rispetto alle altre modalità di crioterapia, questa permette di danneggiare molto poco i tessuti vicini.Le lesioni all’organismo, in fase post operatoria, sono minime. Bassano si propone come unico centro nel Triveneto ad offrire la crioterapia sia tramite robot sia con il congelamento”. Un balzo in avanti reso possibile dall’acquisto di un macchinario d’avanguardia, il criostato «Precise» di ultima generazione, che in Italia, prima del San Bassiano, era in dotazione solamente alla clinica privata San Raffaele di Milano. “Un investimento che, insieme al rifacimento completo di Radiologia e l’acquisto della seconda Tac, ammonta a diversi milioni di euro – afferma il dg Valerio Alberti – Tutte attività compatibili con il bilancio, perché noi siamo in grado di mantenere un equilibrio felice tra tecnologia e conti in regola”.