Carboidrati a cena per controllare il peso corporeo

In base ad un recente studio, consumare carboidrati a cena potrebbe aiutare le persone a controllare il loro peso corporeo. Dei ricercatori israeliani hanno scoperto che l’assunzione di pane, pasta e patate a cena aiuta le persone a sentirsi più sazie il giorno successivo ed a perdere peso con meno sacrifici. Questi studiosi hanno deciso di approfondire questa ricerca dopo aver letto alcune notizie sul Ramadan, il digiuno musulmano che viene osservato una volta all’anno per un mese. Durante questo periodo, i musulmani digiunano durante il giorno e mangiano un pasto ricco di carboidrati la sera. Già degli studi precedenti avevano dimostrato che la concentrazione di carboidrati alla fine della giornata modifica le abitudini della leptina, un ormone responsabile del senso di sazietà. I ricercatori pensano che bassi livelli di leptina di giorno possano ricordare la condizione dell’uomo preistorico, che dopo il risveglio iniziava a cercare il cibo. La grossa disponibilità di alimenti della società attuale, invece, ha interrotto questo meccanismo favorendo l’obesità. Hanno suscitato un certo interesse anche la grelina, l’adiponectina e la proteina. La grelina è prodotta nello stomaco, di solito aumenta prima dei pasti per stimolare la fame ed è responsabile dei diffusi spuntini pomeridiani. L’adiponectina svolge un ruolo importante nello sviluppo dell’insulino-resistenza che può essere un precursore del diabete e dell’indurimento delle arterie. Uno studio è stato condotto su 63 persone obese tra i 25 ed i 55 anni di età. Una parte di loro ha consumato carboidrati nel corso di tutta la giornata, mentre l’altra li ha assunti solo a cena. Dopo 180 giorni di dieta, i ricercatori hanno scoperto che quelli che avevano seguito una dieta ricca di carboidrati solo a cena avevano riportato dei cambiamenti ormonali che avevano ridotto la loro fame. Queste persone hanno anche mostrato miglioramenti in merito al peso, al girovita, al grasso corporeo ed ai livelli di zucchero e di grassi nel sangue. Molti studiosi, però, ritengono questi risultati non attendibili. Secondo loro è necessario condurre ancora ulteriori studi in cui aumentare sensibilmente il numero e la varietà dei partecipanti (diversa etnia, professione, peso corporeo, ecc.), allungare i tempi della dieta, monitorare lo stato di salute delle persone per periodi molto lunghi durante e, soprattutto, dopo l’esperimento, verificare gli effetti prodotti anche sulle persone normopeso.