La dieta GAPS, in cosa consiste

La dieta GAPS si basa sull’idea di Ippocrate e cioè che ogni malattia inizia nell’intestino. La flora digestiva è alla base della salute umana ed è una fonte primaria di immunità, vitamine, neurotrasmettitori e materiale genetico. Fattori come gli antibiotici, la pillola anticoncezionale, la cattiva alimentazione, l’abuso di sostanze chimiche, l’inquinamento, lo stress, le intolleranze alimentari e le infezioni possono invece alterarla. Con la parete intestinale malata e, quindi, senza le giuste difese, le tossine tendono a fuoriuscire dall’intestino e ad immettersi nel flusso sanguigno, rendendo l’essere umano vulnerabile a tutti i tipi di malattie. Questo tipo di dieta viene spesso consigliato a coloro che hanno problemi digestivi, malattie autoimmuni, della pelle, disturbi respiratori, ormonali e problemi celebrali. La dieta GAPS si basa sul consumo di alimenti leggeri, facilmente digeribili e ricchi di nutrienti (carne di animali allevati nei pascoli, pesce, grassi animali in genere, uova, formaggi, frutta, olio di oliva, burro chiarificato, yogurt ed altri cibi fermentati). Eccezionalmente, è permessa l’assunzione limitata di vino secco, vodka, caffè e miele grezzo. Sono proibiti, invece, cibi come zucchero raffinato, cereali, fagioli, patate, mais, riso, avena, prodotti alimentari trasformati, oli da cucina, dolcificanti artificiali (ad eccezione della stevia), carni affumicate e noci tostate. La maggior parte delle persone che ricorrono a questo tipo di dieta alimentare per risolvere alcuni problemi di salute, la seguono per circa due anni, periodo durante il quale solitamente si supera la patologia. Anche se non è stata ideata per far perdere peso, la forte riduzione del consumo di carboidrati prevista nella dieta GAPS spesso tende a far dimagrire le persone. Alcuni medici affermano che coloro che seguono questa dieta possono guarire da: autismo, dislessia, allergia, disprassia, psoriasi, sclerosi multipla, depressione, iperattività, deficit dell’attenzione e schizofrenia.