Alimenti geneticamente modificati una questione discutibile
Questo dibattito si estende su salute, politica, potere, ambiente ed etica. Le varie opinioni divergono. I fautori sostengono che il GM può migliorare la qualità del cibo. Gli scienziati britannici, per esempio, hanno recentemente creato un pomodoro viola che è particolarmente ricco di antiossidanti.
Gli alimenti possono essere resi resistenti alle malattie, comportando così un minor utilizzo di insetticidi. Si sostiene, inoltre, che gli alimenti geneticamente modificati siano in grado di fornire una soluzione ai problemi alimentari globali e di rendere l’agricoltura ed il trattamento più economico ed efficiente.
Gli oppositori, invece, sono preoccupati per le possibili implicazioni sulla salute umana e per i cambiamenti nella composizione dei prodotti alimentari che potrebbero avere un effetto terribile sull’ambiente e sulla biodiversità. Le persone temono, inoltre, anche il monopolio delle multinazionali come la Monsanto (uno dei principali produttori mondiali di alimenti geneticamente modificati) e non si fidano delle loro rassicurazioni.
Paul Brent, chief scientist di Food Standards Australia e Nuova Zelanda (FSANZ), l’organismo di regolamentazione per i cibi GM nella regione, dice che numerosi studi hanno dimostrato come gli alimenti geneticamente modificati non siano pericolosi.
In un articolo di opinione per il New York Times American Association of Advancement of Science (AAAS) il presidente, Nina Fedoroff, ha detto che le indiscrezioni sugli effetti terribili degli alimenti geneticamente modificati sulla salute e l’ambiente abbondano, ma che ciò non è stato scientificamente dimostrato e che i vantaggi delle colture GM sono indiscutibili.
Spetta alle aziende che producono GM dimostrare la sicurezza del proprio prodotto. Finora ci sono stati più di 50 applicazioni alimentari di GM in Australia e sono stati tutti approvati.
Quando si tratta di cibi importati, Brent dice che i produttori sono responsabili della loro etichettatura proprio per mostrare se un prodotto contiene o meno ingredienti geneticamente modificati. Mentre in Australia l’etichettatura degli alimenti geneticamente modificati è un requisito obbligatorio, negli Stati Uniti non c’è alcuna regolamentazione al riguardo.
Determinare se un alimento contiene OGM richiede il test del DNA. Poiché quest’ultimo risulta essere molto costoso, non esiste attualmente nessuna norma per l’etichettatura degli alimenti GM importati nel paese.
Molti dei cibi che compriamo al supermercato contengono ingredienti geneticamente modificati importati. Questi possono trovarsi nel cioccolato, nel formaggio, nelle patatine, nel pane, nei condimenti ed in tanti altri prodotti alimentari.
La FSANZ richiede un confronto tra colture GM e non-GM. I problemi sono vari: non conosciamo tutti gli allergeni attualmente esistenti; se viene prodotta una “nuova” proteina nel processo GM, è necessario un lungo periodo di tempo per conoscere i suoi effetti; spesso le società incaricate di effettuare i test sugli alimenti GM sono di parte, cioè a favore dell’industria alimentare GM, o ostacolate da quest’ultima.
Il problema principale, però, è che per determinare o meno la pericolosità degli alimenti GM la ricerca necessità di periodi di tempo molto lunghi ed attualmente non è possibile pronunciarsi con assoluta certezza al riguardo.
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quaklche commento sui contro citati…oper quanto riguarda i possibili effetti su ambiente e salute oltre ad essere stata mostrata la non pericolosità in tantissimi studi c’è da dire che gli stessi studi non sono mai stati fatti o rochiesti in modo così dettagliato con i prodotti convenzionali, nemmeno con tutte le varietà che periodicamente vengono immesse nel mercato.è vero che la ricerca necessità di tempo, ma il tempo finora ha dato assolutamnete ragione e il concetto di certezza non esiste, come non esiste negli altri prodotti ottenuti, tanti, da non più di qualche decennio. Le colture tradizionali sono ad esempio stati ottenuti per mutagenizzazione (da cui si è ottenuta la pasta che mangiamo e tantissimi altri prodotti): questa è una tecnica, così come lgi incroci forzati, utile ma sicuramente molto più rozza e imprecisa dell’ingegneria genetica (unica tecnica che definisce un OGM). Questi prodotti hanno alcuni una trentina d’anni, altre varietà ancora di meno e non è stato nexcessario nessun test particoalre per attestarne la sicurezza. Gli OGM sono commerciati e consuamti ogni giorno da miliardi di personbe ( e animali) senza provocare tutti i danni e pericoli per ambiente e salute paventati..E’ vero che èc’è una grande presenza di multinazionali, ma queste sono presneti in tantissimi aspetti importanti della nostra vita, agricoltura comrpesa, che senza che la cosa si aosteggiata in modo particolare. Oltretutto vorrei ricordare che OGM non è sinonimo di Monsanto: esistono tantissimi centri ed enti di ricerca pubblici che hanno sviluppato e stannoo sviluppato colture moolto interessanti e più adatti ai territori locali che però rimangono confinati a causa di leggi che vietano la produzione, dell’ostacolo di associaizoni ambientaliste, consumatori purtropppo poco informati, aziende che non investono per paura di perdere mercato e politici che usano la paura e lo slogan contro gli OGM come arma efficacissima per prender voti..In tutto questoa farne le spese sono la ricerca pubblica che,a causa di costi autorizzativi assurdi, rimane al palo non consnetendo una reale competizione con le multinazionali e l’agricoltura italiana che, nonnstante importi alla grandissima sementi OGM per la produzione di prodotti di qualità invece di produrle da sè le paga di più da multinazionali estere (e magari da ricercatori italiani)….